La mostra di Pasolini era molto bella e coinvolgente. Caro diario nell’ultima stanza non ci speravo proprio. La poesia alla madre, quella de “le ceneri di gramsci” recitata, le varie interviste, le foto prima di girare “accattone”.. Ma ma ma..solo oggi ho saputo che Pasolini ha scritto la sceneggiatura de “La dolce vita”. Sono ignoranterrima e il mondo lo deve sapere. Vado al muro del pianto, ciao. Ah e comunque il maledetto becco giallo della graphic novel su pasolini è praticamente introvabile. Se lo avete vi odio.

Oggi mi sento un po’ malinconica e siccome sono il genio del male sapete cosa ho fatto? Ho appena visto un film di Ozpetek e ora sto leggendo Proust. Dovrei completare il quadro con qualche sinfonia per archi. O tirare fuori dall’armadio qualche album di fotografie. Ma le più belle è come se le avessi sempre davanti agli occhi.

Ma anche al livello delle cose più insignificanti della vita, noi non siamo un tutto materialmente costituito, identico per tutti e [..] la nostra personalità sociale è una creazione del pensiero degli altri. Persino l’atto così elementare che chiamiamo “vedere una persona conosciuta” è in parte un atto intellettuale. Noi riempiamo l’apparenza fisica dell’individuo che vediamo con tutte le nozioni che possediamo sul suo conto, e nell’immagine totale che di lui ci rappresentiamo queste nozioni hanno senza alcun dubbio la parte più considerevole. Esse finiscono per gonfiare con tanta perfezione le sue guance, per eseguire con tale esatta aderenza la linea del suo naso, si incaricano così efficacemente di sfumare le sonorità della sua voce, come se si trattasse soltanto di un involucro trasparente, che ogni volta che vediamo quel viso e sentiamo quella voce sono loro, le nozioni, a presentarsi al nostro sguardo, a offrirsi al nostro ascolto.

Dalla parte di Swann, Marcel Proust

helico-bacter ha detto: In panino con la mortazza we trust
Dicevo giusto qualche giorno fa a un’amica su fb che il profumo della mortadella batte chanel n 5!

fallimentiquotidiani ha detto: Beh, contando che lui si è mangiato due bacche sconosciute ed è schiattato secondo me tu non stai messa malissimo a competenze sulla natura selvaggia :)

Io durerei un battito di ciglia :P

Certi giorni mi stresso così tanto che mi verrebbe voglia di fare come Christopher McCandless (vedi into the wild). Poi mi ricordo che le mie competenze in ambito di “sopravvivenza nella natura selvaggia” stanno al livello giovani marmotte. E allora mi faccio un panino con la mortazza.

Credevo che il caffè con il sale fosse la cosa più schifosa del mondo. Non avevo mai asseggiato l’insalata con lo zucchero

Avevo uno stupido vestitino rosa. In vita un nastro rosa di raso e dei fiorellini applicati su un lato. Mi sentivo un po’ ridicola, mi andava un po’ stretto e poi mi prudeva sulla schiena. Ma c’eravamo tutti e non immaginavamo niente di cupo. Eravamo felici. Come al solito senza sapere di esserlo.