Ci resta sempre in fondo al cuore il rimpianto di un’ ora, di un’ estate, di un fuggevole istante in cui la giovinezza si schiude come una gemma.

Jezabel, Irene Nemirowsky

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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

— Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates
(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)
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"I think you have to live at least fifteen miles away and feel the need to walk there on foot to see it. If you feel that need and give it that faith, the film can give you everything you could wish."

Jean-Luc Godard on The Color of Pomegranates

(quoted in The Cinema of Sergei Parajanov by James Steffen)

Caratteri Capitolo 2: Ettore e Andromaca

1) Iliade, libro VII, Ettore e Andromaca (
traduzione di Salvatore Quasimodo)
“Ti perderai per il tuo coraggio, infelice. Del figlio
non hai pietà, né di me disperata, che presto sarò vedova. Gli Achei ti uccideranno: sarai assalito da tutti. Meglio, non avendo più te, scendere sotto terra. Non proverò più gioia, solo dolore. Non ho più padre né madre. (…) Tu, Ettore, sei per me padre, madre, fratello, giovane sposo.”

2) Ettore e Andromaca, Giorgio de Chirico

“Ettore e Andromaca, ai quali è dedicata una parte consistente del libro VI dell’Iliade, nonostante siano, nel quadro dechirichiano, manichini senza arti superiori, sembrano tuttavia cercare, senza riuscirvi, di abbracciarsi, sprigionando così uno struggente sentimento di malinconia (44): si osservi la disposizione delle gambe e soprattutto l’inclinazione delle teste dei due personaggi. Riecheggiano i versi omerici (nella poetica traduzione di Vincenzo Monti): […]
Il problema, che si pone a questo punto, è come interpretare il concetto di tempo in questa scena drammatica d’amore, se si tengono presenti le concezioni filosofiche prima ricordate, specialmente quelle antitetiche di Nietzsche e di Weininger. È proprio un enigma. Proviamo a risolverlo.

Ettore e la consorte sono consapevoli della inesorabilità del destino e, nonostante tutto, devono tragicamente accettarlo, fino a sentirlo e volerlo come proprio, giungendo così a decidere di poter rivivere anche ogni istante già vissuto e pervenendo a quello che Nietzsche chiama l’amor fati (46): una visione delle cose non più inadeguata, sub specie temporis, ma come al di sopra e al di fuori del tempo, sub specie aeternitatis (47). Contemporaneamente, però, essi sono consci che non è possibile tornare indietro, mutare gli eventi passati, e che quindi ogni attimo è irripetibile, insieme causa ed effetto di momenti irreversibili (48): ogni istante della vita va ad arricchire quel bagaglio di esperienze che ognuno di noi si porta dietro e con cui si gioca il proprio futuro. Nel primo caso il tempo può essere rappresentato da un circolo, nel secondo da una linea retta. Come uscire da questa contraddizione?”
Tratto dal saggio “L’enigma del tempo” di Stefano Martini
(http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/storiafil/martini-1.htm)

3) Un’altra bellezza, postilla sulla guerra ( Omero, Iliade , Alessandro Baricco)
(http://www.oceanomare.com/ipsescripsit/articoli_letteratura/rileggere_iliade.htm)

"Una delle cose sorprendenti dell’Iliade è la forza, direi la compassione, con cui vi sono tramandate le ragioni dei vinti. È una storia scritta dai vincitori, eppure nella memoria rimangono anche, se non soprattutto, le figure umane dei Troiani. Priamo, Ettore, Andromaca, perfino piccoli personaggi come Pàndaro o Sarpedonte.

Questa capacità, sovrannaturale, di essere voce dell’umanità tutta e non solo di se stessi, l’ho ritrovata lavorando al testo e scoprendo come i Greci, nell’Iliade, abbiano tramandato, tra le righe di un monumento alla guerra, la memoria di un amore ostinato per la pace. A prima vista non te ne accorgi, accecato dai bagliori delle armi e degli eroi. Ma nella penombra della riflessione viene fuori un’Iliade che non ti aspetti. Vorrei dire: il lato femminile dell’Iliade.
[..]
In un tempo sospeso, vuoto, rubato alla battaglia, Ettore entra in città e incontra tre donne: ed è come un viaggio nell’altra faccia del mondo. A ben vedere tutt’e tre pronunciano una stessa supplica, pace, ma ognuna con la propria tonalità sentimentale. La madre lo invita a pregare. Elena lo invita al suo fianco, a riposarsi (e anche a qualcosa di più, forse).

Andromaca, alla fine, gli chiede di essere padre e marito prima che eroe e combattente. Soprattutto in questo ultimo dialogo, la sintesi è di un chiarore quasi didascalico: due mondi possibili stanno uno di fronte all’altro, e ognuno ha le sue ragioni. Più legnose, cieche, quelle di Ettore: moderne, tanto più umane, quelle di Andromaca. Non è mirabile che una civiltà maschilista e guerriera come quella dei Greci abbia scelto di tramandare, per sempre, la voce delle donne e il loro desiderio di pace?

Una piccola fuga al mare, gnocchetti pachino e scampi, tu che mi sorridi controsole, cercare insieme luoghi familiari, gracchiare canzonette mentre il vento ci scompiglia i capelli.

Una piccola fuga al mare, gnocchetti pachino e scampi, tu che mi sorridi controsole, cercare insieme luoghi familiari, gracchiare canzonette mentre il vento ci scompiglia i capelli.