Mi hai chiesto di descriverti l’odore della tua pelle. Ma a cosa potrei paragonarlo? Cosa c’è che sappia altrettanto di sicurezza, di compiutezza, di fame di carezze, di incavo del collo, di scapole, di ombre indivisibili?

katrina-anne-van-tassel:

Dunque ieri sera ho avuto finalmente la possibilità di vedere Amarcord di Fellini. Per quelli che non lo sapessero, Amarcord è una voce dialettale romagnola che significa letteralmente “mi ricordo” e che, in seguito al successo del film, divenne un neologismo della lingua italiana con il significato di rievocazione nostalgica del passato. 
Al di là della bellezza della parola, quello che colpisce e fa commuovere in questo film, sempre in bilico tra commedia e dramma, è la consapevolezza dello scorrere incessante del tempo. Tutto cambia e non necessariamente in positivo. Fellini ti guida alla scoperta dei suoi ricordi - che potrebbero però essere tranquillamente anche i tuoi (il liceo, la famiglia, la vita di paese) - e nel farlo sembra dirti vedi, non è poi così brutto abbandonarsi ai ricordi, purché tu, nell’evocarli, sia anche in grado di lasciarli andare. 
Ma questa è la parte più difficile. Io mi chiudo a riccio, mi aggrappo ai ricordi come un musicista alle sue note, e ricordo ricordo ricordo e non abbandono mai niente, neanche le parole più inutili.
E quando hai tanto da dare e nessuno che sembra volerlo? Allora succede che ci costruiamo un’immagine di noi stessi e la portiamo avanti, cercando di non implodere e sorridendo a tutti e a tutto, prevedendo le perdite e stringendo i denti. 
Ricordare è bello, ricordare è bello purché non riguarda te.
Zoom Info
katrina-anne-van-tassel:

Dunque ieri sera ho avuto finalmente la possibilità di vedere Amarcord di Fellini. Per quelli che non lo sapessero, Amarcord è una voce dialettale romagnola che significa letteralmente “mi ricordo” e che, in seguito al successo del film, divenne un neologismo della lingua italiana con il significato di rievocazione nostalgica del passato. 
Al di là della bellezza della parola, quello che colpisce e fa commuovere in questo film, sempre in bilico tra commedia e dramma, è la consapevolezza dello scorrere incessante del tempo. Tutto cambia e non necessariamente in positivo. Fellini ti guida alla scoperta dei suoi ricordi - che potrebbero però essere tranquillamente anche i tuoi (il liceo, la famiglia, la vita di paese) - e nel farlo sembra dirti vedi, non è poi così brutto abbandonarsi ai ricordi, purché tu, nell’evocarli, sia anche in grado di lasciarli andare. 
Ma questa è la parte più difficile. Io mi chiudo a riccio, mi aggrappo ai ricordi come un musicista alle sue note, e ricordo ricordo ricordo e non abbandono mai niente, neanche le parole più inutili.
E quando hai tanto da dare e nessuno che sembra volerlo? Allora succede che ci costruiamo un’immagine di noi stessi e la portiamo avanti, cercando di non implodere e sorridendo a tutti e a tutto, prevedendo le perdite e stringendo i denti. 
Ricordare è bello, ricordare è bello purché non riguarda te.
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Dunque ieri sera ho avuto finalmente la possibilità di vedere Amarcord di Fellini. Per quelli che non lo sapessero, Amarcord è una voce dialettale romagnola che significa letteralmente “mi ricordo” e che, in seguito al successo del film, divenne un neologismo della lingua italiana con il significato di rievocazione nostalgica del passato. 

Al di là della bellezza della parola, quello che colpisce e fa commuovere in questo film, sempre in bilico tra commedia e dramma, è la consapevolezza dello scorrere incessante del tempo. Tutto cambia e non necessariamente in positivo. Fellini ti guida alla scoperta dei suoi ricordi - che potrebbero però essere tranquillamente anche i tuoi (il liceo, la famiglia, la vita di paese) - e nel farlo sembra dirti vedi, non è poi così brutto abbandonarsi ai ricordi, purché tu, nell’evocarli, sia anche in grado di lasciarli andare. 

Ma questa è la parte più difficile. Io mi chiudo a riccio, mi aggrappo ai ricordi come un musicista alle sue note, e ricordo ricordo ricordo e non abbandono mai niente, neanche le parole più inutili.

E quando hai tanto da dare e nessuno che sembra volerlo? Allora succede che ci costruiamo un’immagine di noi stessi e la portiamo avanti, cercando di non implodere e sorridendo a tutti e a tutto, prevedendo le perdite e stringendo i denti. 

Ricordare è bello, ricordare è bello purché non riguarda te.

I lamponi, quelli ancora un po’ acerbi rubati sul ciglio della strada e quelli nel cespuglio inerpicato su su in cima, sono la mia madeleine.